Mario Agrifani risponde sul Project Management Sistemico

Mario Agrifani risponde sul Project Management Sistemico

Per proporre il corso Project Management Sistemico abbiamo chiesto a Mario Agrifani esperto del settore, certificato PMP® e Prince2®,  di rispondere a tre domande per farci comprendere meglio cosa intendiamo quando si parla di Project Management Sistemico e quale sia il suo scopo.

Cosa si intende per Project Management Sistemico?

Il pensiero sistemico applicato al project management, consente una visione d’insieme di un sistema complesso come può essere l’azienda o un progetto. Essendo i progetti caratterizzati da complessità e dinamicità, per poterli analizzare è spesso utile astrarsi dal dettaglio e valutarli da un punto di vista superiore.

L’approccio sistemico non considera soltanto i singoli elementi ma si focalizza anche sull’insieme delle parti come un tutt’uno, concentrandosi sulle relazioni tra gli elementi oltre che sul contenuto degli stessi. Talvolta oltre a occuparsi dell’albero occorre occuparsi anche della foresta.

Quali sono i nodi critici più ricorrenti che si incontrano nella gestione di un progetto complesso?

Ogni progetto costituisce una storia a sé, tuttavia buona parte dei problemi di un progetto ricadono in una non corretta gestione del rapporto con tutti i soggetti coinvolti nel progetto stesso. Altri aspetti importanti riguardano la definizione chiara di quali siano i fattori critici per il successo del progetto, una buona schedulazione delle attività, l’utilizzo di un registro delle questioni, dedicare tempo ad un’accurata pianificazione, ad un’attenta assegnazione delle priorità e gestire correttamente elementi del progetto, tra cui a titolo indicativo, schedulazione, costi, risorse e rischi.

Quali sono gli strumenti del Project Management Sistemico e la loro utilità?

Gli strumenti che possono essere usati dal Project Management per il buon esito del progetto sono molteplici come ad esempio i registri delle questioni, dei rischi e degli stakeholder. Il primo consente di registrare e monitorare tutte le questioni ovvero i problemi, le lacune, incoerenze e conflitti che si verificano inaspettatamente e che richiedono azioni affinché non influenzino le prestazioni di progetto. Il secondo contiene il dettaglio dei singoli rischi di progetto identificati e permette di conoscere in breve tempo cosa fare qualora si verificassero. Il terzo contiene informazioni sugli stakeholder identificati, in cui sono riportate informazioni sulle aspettative e influenza sul progetto dei singoli stakeholder, che se conosciute e gestite correttamente contribuiscono al successo del progetto. Altri strumenti utili sono le baseline definite nel piano di project management, redatto dal PM, che consentono in qualsiasi momento di verificare gli scostamenti del progetto in termini di ambito, tempi e costi previsti.

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